“Per leggere un romanzo ci vogliono due o tre ore. Per leggere una poesia ci vuole una vita intera.”
Christian Bobin
“Per leggere un romanzo ci vogliono due o tre ore. Per leggere una poesia ci vuole una vita intera.”
Christian Bobin
Christian Bobin: poeta dei lupi feriti, Terre Blu, 2026
Un uomo e una donna ripercorrono i luoghi d’elezione del loro poeta: Christian Bobin, il poeta dell’infinitamente piccolo. Non si conoscono. Lei è francese, cresciuta nella piccola città industriale di Le Creusot, poi lasciata per una più grande. Lui viene dalla periferia di Napoli.
Li unisce la parola salvifica della poesia di Bobin.
La casa nel bosco in cui il poeta è vissuto, la scultura di Camille Claudel, la pittura buia di Pierre Soulages, la comunità di Le Creusot si animano attraverso il racconto di Davide Cerullo.
Il viaggio genera una seconda nascita, l’integrazione di ciò che fa male. Il chiaro e lo scuro. È una conversione laica: una nuova infanzia si fa guida alla conoscenza di quel sé che non aveva potuto stupirsi. L’autore napoletano, dopo aver trovato nella natura e negli animali i suoi primi educatori, a questi può tornare, attraverso lo sguardo di Bobin, interessato alla vita primigenia.
La parola del poeta si fa largo come quella di un profeta. Perché leggere poesia? E perché scriverla? La poesia, espropriata dalle accademie, diventa materia degli ultimi, i lupi feriti, il cui dolore si fa canto.
Cerullo torna a parlarci della sua storia: l’infanzia nella pastorizia, l’apprendistato nella camorra, l’esperienza del carcere, poi il cambiamento e la scelta di abbracciare la poesia. Il libro narra dei fili segreti fra chi è destinato a incontrarsi.
"Ci siamo messi sulle tracce del poeta e teniamo ancora, di quella ricerca, la cartina dove abbiamo segnato tutte le tappe; perché non era abbastanza arrivare da lui in silenzio e a piedi scalzi sulla neve, per noi era ormai necessario avere la prova dell’esistenza di luoghi che sono la mappa di ciò che si cerca in una vita."
"Sono misteriose le strade che portano a un rimedio curativo per chi, come me, all’estremo di un limite di perdizione, è stato tratto in salvo da un evento inaspettato, come la luce di una buona parola letta nel posto più buio, la cella di un carcere. "
"Sentiamo che questo viaggio sarà come una lunga lettera a te o a tutto ciò che esiste: alle belle speranze o alle ipotesi, al buio o al nulla, al vuoto, al silenzio; al sole che non si spegne mai, al lago profondo che ci hai messo dentro."